Le abitudini alimentari del gatto: cosa dice la scienza

Come favorire una corretta ed equilibrata alimentazione per il nostro gatto

I gatti sani tendono a consumare da 8 a 16 piccoli pasti al giorno, con un ritmo irregolare legato alla disponibilità di cibo, proprio come i loro antenati predatori che catturavano prede minuscole.
L’assunzione è guidata principalmente dall’olfatto e dal primo assaggio: rispetto ai cani, dedicano molto più tempo a odorare e necessitano di stimoli olfattivi intensi per accettare il cibo. In ambiente domestico, questo si traduce nella necessità di un’alimentazione a volontà (free feeding) e/o nella somministrazione di pasti frequenti, per preservare un appetito stabile e fisiologico.

Un gusto tipicamente felino

Essendo carnivori stretti, i gatti dipendono essenzialmente da nutrienti di origine animale. Tuttavia, studi recenti hanno evidenziato una differenza significativa tra le preferenze dei felini selvatici e quelle dei gatti domestici.
Mentre i primi prediligono alimenti composti quasi esclusivamente da proteine e grassi, disdegnando quasi completamente i carboidrati, i gatti domestici — dopo migliaia di anni di convivenza con l’uomo — hanno sviluppato preferenze leggermente diverse. Tendono infatti a scegliere cibi in cui circa il 36% dell’energia metabolizzabile deriva dalle proteine, il 36% dai grassi e una quota più contenuta, intorno al 12%, dai carboidrati, che sono in grado di digerire se presenti in quantità limitate.
A differenza dell’uomo e del cane, il gatto non possiede il recettore per il gusto dolce, è poco sensibile al salato ed è invece fortemente attratto dal sapore “umami”. Per questo motivo, aggiungere zuccheri o sale non aumenta l’appetibilità di un alimento ai suoi occhi.

Come stimolare l’appetito

Ecco alcuni accorgimenti utili per migliorare il gradimento del cibo in un gatto esigente:
• Offrire porzioni piccole e fresche, con aroma caldo: riscaldare il cibo a circa 37°C ne aumenta la palatabilità, soprattutto nei gatti anziani
• Rimuovere i residui non consumati entro 20 minuti e utilizzare sempre ciotole pulite
• Evitare, quando possibile, l’alimentazione con siringa, che può generare avversioni e aggravare la nausea
• Garantire un ambiente tranquillo: lo stress è uno dei principali fattori che sopprimono l’appetito Gestire i cambi di dieta

Quando, per esigenze di salute, noi veterinari dobbiamo prescrivere un cambio dietetico, vediamo spesso un lampo di preoccupazione attraversare gli occhi del proprietario.
Ed è una reazione comprensibile: chi vive con un gatto sa quanto possa essere selettivo, e quanto ogni variazione possa trasformarsi in una piccola sfida quotidiana.

Alcuni accorgimenti possono però fare la differenza:

• Favorire la familiarità: quando possibile, scegliere una consistenza simile a quella già gradita (straccetti, mousse, dadini) e mantenere gli stessi orari
• Procedere con gradualità, ma senza confondere: invece di mescolare subito vecchio e nuovo alimento, è spesso più efficace offrire piccole quantità del nuovo cibo in una ciotola separata, accanto a quello abituale
• Lasciare spazio alla curiosità: quando si propone un alimento nuovo, il gatto dedica inizialmente molto tempo ad annusarlo e poco a mangiarlo. È un comportamento del tutto normale: l’esplorazione olfattiva viene prima dell’assunzione. Con il tempo, però, l’odore diventa familiare, il bisogno di “valutare” si riduce e il gatto inizia progressivamente a mangiare di più
• Insistere con pazienza: anche in caso di rifiuto iniziale, continuare a proporre il nuovo cibo, sempre fresco. Due settimane possono davvero cambiare l’esito

Una questione di istinto

Ogni pasto, per un gatto, non è mai solo nutrizione. È un gesto che affonda le radici nella caccia, nell’attesa, nella valutazione. Anche davanti a una ciotola piena, il gatto continua a comportarsi come farebbe davanti a una preda: osserva, annusa, si avvicina, si ritrae, decide.
E in quel tempo che a noi sembra esitazione, in quella selettività che a volte ci mette alla prova, c’è in realtà qualcosa di molto preciso: un equilibrio sottile tra bisogno e istinto, tra sicurezza e controllo. Capirlo non significa solo farlo mangiare meglio. Significa, in fondo, imparare a guardarlo per quello che è davvero.

Hai bisogno di un appuntamento?

Compila il modulo contatti e raccontaci di cosa hai bisogno: ti ricontatteremo il prima possibile per fissare un incontro.

Contattaci