Pubblicato: 05/05/2026
Novità
Le zecche sono parassiti esterni spesso sottovalutati: piccole, poco visibili e capaci di restare attaccate all’animale per molte ore senza farsi notare. Proprio per questo rappresentano un rischio sanitario importante, non solo per il cane o il gatto, ma anche per l’uomo che vive in casa con loro.
Le dimensioni cambiano molto a seconda dello stadio e del pasto di sangue: una larva può essere grande circa un millimetro, una ninfa pochi millimetri, mentre una femmina adulta piena di sangue può arrivare a circa 1 cm o più. È anche per questo che spesso le zecche sfuggono al controllo visivo, soprattutto nelle aree più nascoste del corpo.
Come si attaccano alla pelle
Quando la zecca si ancora all’ospite, secerne una sostanza salivare di tipo “cementante” che contribuisce a fissarla saldamente alla pelle. Questa adesione rende la rimozione più difficile e spiega perché la semplice trazione non è sempre la tecnica migliore. Per togliere correttamente una zecca è importante afferrarla il più vicino possibile alla pelle e rimuoverla con un movimento controllato, ruotando delicatamente. L’obiettivo è staccarla senza comprimere il corpo e senza lasciare parti dell’apparato boccale nella cute.
Quando trasmette le malattie
Le zecche si nutrono di sangue, che è composto da una parte liquida, il siero, e da una parte solida, cioè le cellule ematiche. Durante il pasto, la zecca rielabora ciò che ingerisce e, per ottimizzare l’assunzione di nutrienti, può rigurgitare nell’ospite parte del contenuto salivare e dei fluidi ingeriti.
È proprio in questa fase che avviene la trasmissione di molti agenti patogeni. Il momento di rischio non coincide quindi con il semplice “morso”, ma dipende dal tempo di permanenza: più a lungo la zecca resta sull’animale, maggiore è la probabilità di trasmissione. Per alcune malattie la trasmissione può avvenire in tempi brevi, anche entro 24 ore dall’attacco e, in certi contesti, persino prima; per questo motivo la rapidità dell’antiparassitario è fondamentale.
Perché non bisogna usare rimedi casalinghi
Olio, alcol, benzina, fumo, calore o altri rimedi improvvisati non sono soluzioni: possono irritare la zecca e favorire il rigurgito di materiale infetto, aumentando il rischio di trasmissione. Inoltre, possono ritardare la rimozione corretta e rendere più difficile eliminare completamente il parassita.
Anche spremere il corpo della zecca durante l’estrazione è un errore da evitare, perché può favorire il passaggio di materiale biologico dalla zecca all’ospite. La regola pratica è semplice: rimuovere subito, imprimendo una rotazione, senza schiacciare. In commercio esistono numerosi strumenti utili per rimuovere le zecche in sicurezza.
Antiparassitario tutto l’anno
Le zecche sono molto attive nella bella stagione, ma non scompaiono in inverno. In molti ambienti possono restare presenti tutto l’anno, soprattutto se il clima è mite o se gli animali frequentano aree verdi, campagne, boschi o giardini. Per questo la profilassi antiparassitaria deve essere continua e non limitata ai mesi caldi.
Un cane non protetto è esposto non solo al rischio di ammalarsi, ma può diventare una fonte di pericolo anche per le persone conviventi.
Non fidarsi dei “rimedi naturali”
I rimedi naturali propagandati online come soluzioni miracolose non offrono una protezione affidabile contro le zecche. Affidarsi a consigli improvvisati o a presunti “guru” può esporre l’animale a malattie anche gravi, oltre a creare un falso senso di sicurezza. Gli antiparassitari di ultima generazione sono, in generale, più efficaci e più sicuri rispetto a molte strategie del passato, ma la scelta va sempre personalizzata. Il prodotto giusto dipende da specie, età, peso, stato di salute, stile di vita e livello di esposizione del singolo animale.
La prevenzione giusta
La prevenzione migliore non è “un prodotto qualunque”, ma una profilassi costruita insieme al veterinario. Un cane che frequenta campagna, boschi o aree a rischio non ha le stesse esigenze di un animale che vive soprattutto in città, e lo stesso vale per gatti, cuccioli o soggetti con condizioni particolari. Controllare il mantello al rientro da ogni passeggiata resta una buona abitudine, soprattutto in zone come orecchie, collo, ascelle, inguine e tra le dita. Individuare presto una zecca significa ridurre il rischio di trasmissione e intervenire nel modo corretto.
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