Pubblicato: 06/03/2026
Novità
I parassiti non vanno mai in vacanza. Oltre a pulci, zecche e Leishmania, ormai ben conosciute dai proprietari, la Filaria rappresenta oggi una delle minacce più serie per i cani che vivono nel Lazio, dove i casi sono in aumento e la prevenzione è ancora poco diffusa, con particolare incidenza nel litorale nord della regione.
Cos’è la Filaria e come si trasmette
La Filaria è una malattia parassitaria trasmessa dalle punture di zanzara. Durante il pasto di sangue, questi insetti inoculano larve microscopiche che nel tempo maturano nel corpo del cane trasformandosi in vermi adulti.
Le due specie principalmente coinvolte sono Dirofilaria immitis, responsabile della filariosi cardiopolmonare, e Dirofilaria repens, che causa la forma sottocutanea.
In passato la malattia era considerata tipica di alcune aree del Nord Italia, ma oggi è documentata anche nel Centro, inclusa la zona di Roma e del Lazio. Per questo nessun cane può essere considerato davvero esente dal rischio.
Filariosi cardiopolmonare: perché è così pericolosa
Nella filariosi cardiopolmonare le larve raggiungono l’arteria polmonare e, nei casi più gravi, il cuore destro, dove maturano in vermi adulti lunghi fino a 30 cm.
La loro presenza ostacola il flusso sanguigno e provoca gravi danni a cuore e polmoni.
La patologia è spesso subdola perché nelle fasi iniziali i sintomi possono essere lievi o assenti, con affaticamento, lieve tosse o riduzione della tolleranza allo sforzo.
Con il tempo possono comparire tosse cronica, dispnea, intolleranza all’esercizio, dimagrimento e, nelle forme avanzate, ascite e insufficienza cardiaca con rischio di morte improvvisa.
Filariosi sottocutanea: meno evidente ma da non sottovalutare
La filariosi sottocutanea, causata soprattutto da Dirofilaria repens, si manifesta generalmente con noduli o cordoncini sottocutanei, prurito o dermatiti; in alcuni soggetti può rimanere a lungo asintomatica. Pur essendo spesso meno grave della forma cardiopolmonare, rappresenta comunque un problema sanitario per il cane e una potenziale zoonosi: il parassita può occasionalmente infettare anche l’uomo.
Perché è fondamentale fare il test prima della profilassi
Prima di iniziare qualsiasi profilassi contro la Filaria in un cane che non è mai stato trattato, oppure che ha interrotto la prevenzione, è indispensabile eseguire un test sul sangue per verificare che non sia già infetto.
Le linee guida internazionali raccomandano, nei cani di età pari o superiore a circa 7 mesi, un test antigenico per Dirofilaria immitis associato alla ricerca di microfilarie circolanti prima di iniziare o riprendere la prevenzione.
Somministrare un farmaco preventivo a un cane già infestato senza una corretta gestione clinica può causare la morte massiva dei parassiti e provocare un grave tromboembolismo polmonare, con rischio di insufficienza respiratoria acuta e morte.
Per questo il percorso corretto prevede sempre visita clinica, test ematico specifico e, solo in caso di negatività, l’avvio della profilassi.
Le opzioni di profilassi disponibili
La prevenzione della Filaria nel cane può essere effettuata principalmente con due modalità.
• Profilassi orale mensile, tramite compresse contenenti principi attivi specifici da somministrare ogni mese durante il periodo di rischio.
• Profilassi iniettabile annuale, con un farmaco a lento rilascio che protegge il cane per l’intera stagione di attività delle zanzare.
La scelta dipende dallo stile di vita del cane, dalle abitudini della famiglia e da eventuali altre terapie in corso.
Quando iniziare la profilassi
Nel Lazio l’attività delle zanzare inizia con l’aumento delle temperature primaverili e può proseguire per molti mesi.
Marzo, aprile e maggio rappresentano il momento ideale per eseguire il test di screening e impostare la profilassi, in modo che il cane sia protetto fin dall’inizio della stagione a rischio.
Il cambiamento climatico e gli inverni sempre più miti stanno però prolungando il periodo di attività delle zanzare, motivo per cui oggi si raccomanda una copertura che comprenda l’intero periodo primaverile, estivo e autunnale.
Perché nel Lazio dobbiamo alzare la guardia
La filariosi cardiopolmonare, un tempo considerata quasi esclusivamente una malattia del Nord Italia, si sta diffondendo anche nel Centro e nel Sud con la comparsa di nuovi focolai autoctoni.
La presenza documentata della malattia nell’area di Roma e nel Lazio rende la prevenzione una necessità concreta per tutti i cani che vivono o viaggiano in queste zone.
Anche i cani che vivono prevalentemente in appartamento possono essere esposti al rischio attraverso le punture di zanzara.
Cosa proponiamo presso la Clinica Veterinaria MyLoVet
Presso la Clinica Veterinaria MyLoVet il percorso di prevenzione della Filaria prevede:
• visita clinica e raccolta anamnestica dettagliata
• test ematico rapido per la ricerca di antigeni e, quando indicato, esame per le microfilarie circolanti
• scelta condivisa del tipo di profilassi più adatto (compressa mensile o iniezione annuale)
• programmazione dei controlli periodici per verificare nel tempo l’efficacia della prevenzione
Un invito ai proprietari
La Filaria è una malattia grave e potenzialmente mortale, ma è anche una delle patologie più semplici da prevenire se si pianifica correttamente la profilassi insieme al proprio veterinario. Se il tuo cane vive nel Lazio o viaggia in aree a rischio, non aspettare la comparsa dei sintomi: molti cani infetti appaiono perfettamente sani fino al momento della diagnosi. Marzo, aprile e maggio sono il momento ideale per eseguire il test e impostare una profilassi su misura.
Contatta la Clinica Veterinaria MyLoVet per prenotare una visita di prevenzione e proteggere il tuo cane dalla Filaria.
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