Pubblicato: 17/03/2026
Novità
Portare un cane o un gatto accanto a un paziente malato è un gesto che commuove, ma non è mai “solo” un momento tenero. Dietro ogni seduta di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) c’è un lavoro strutturato di preparazione, valutazione e controlli sanitari rigorosi, che tutelano sia le persone sia gli animali coinvolti.
Che cosa sono davvero gli IAA
Oggi, in sostituzione del vecchio termine pet therapy, si parla più correttamente di
Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), un insieme di attività, educazione e interventi
terapeutici in cui l’animale diventa parte di un progetto sanitario o socio-educativo.
Il cane o il gatto non “curano” da soli, ma lavorano insieme a un’équipe composta da
medici, psicologi, educatori, veterinari e coadiutori dell’animale, ognuno con un ruolo
preciso.
Negli ospedali, nelle RSA, nei centri di riabilitazione o nelle scuole, l’obiettivo è favorire il
benessere emotivo, migliorare la motivazione alle cure e ridurre ansia, paura e senso di
isolamento. È un incontro tra fragilità umana e sensibilità animale, mediato da
professionisti formati e da animali selezionati con grande attenzione.
Prima di tutto la salute: i requisiti degli animali
Per poter entrare in strutture sanitarie o socio-assistenziali, gli animali coinvolti negli IAA
devono superare una valutazione sanitaria completa a cura del medico veterinario
dell’équipe.
Questa visita iniziale certifica lo stato di salute dell’animale, verifica vaccinazioni e
profilassi parassitarie ed è registrata in una cartella clinica dedicata, aggiornata nel
tempo. Vengono inoltre eseguiti esami accurati per escludere la presenza di malattie
trasmissibili all’uomo (zoonosi).
I controlli non si fermano alla prima visita: lo stato sanitario e comportamentale deve
essere monitorato periodicamente per tutta la durata del progetto, con la possibilità di
sospendere l’attività in caso di problemi.
Comportamento ed educazione: non tutti i cani sono adatti agli IAA
Oltre alla salute, viene valutato con attenzione anche il profilo comportamentale. Sono
idonei solo gli animali che mostrano docilità, socievolezza, capacità di gestire lo stress e
una buona relazione con le persone e con altri animali, senza segni di aggressività o
paura eccessiva.
Tutti i soggetti coinvolti nei progetti di Interventi Assistiti con gli Animali seguono un
percorso specifico di educazione e addestramento.
Questo permette loro di muoversi con
calma in ambienti complessi come ospedali, residenze assistite o scuole e di rispondere
ai segnali del conduttore in modo affidabile.
Anche il binomio animale-coadiutore viene valutato come una vera e propria “coppia di
lavoro”, perché è proprio la qualità della relazione tra loro a garantire sicurezza e
prevedibilità durante gli incontri.
Sicurezza in ospedale: regole da rispettare
L’ingresso di un cane in ospedale o in una struttura sanitaria avviene solo in reparti
autorizzati e in orari stabiliti, nel rispetto dei regolamenti interni.
Il cane viene condotto al guinzaglio e rimane sempre sotto il controllo del suo conduttore,
che evita contatti con altri pazienti, visitatori o carrelli di terapia e alimenti.
Il gatto, quando impiegato, viene trasportato in un trasportino e può essere liberato solo
nello spazio autorizzato, sempre sotto la supervisione del conduttore.
La priorità resta la protezione delle persone ricoverate, ma anche il benessere
dell’animale: se il cane o il gatto mostrano stanchezza, stress o disagio, l’attività viene
immediatamente interrotta. L’incontro deve essere un momento positivo per tutti, mai un
obbligo.
La cura passa anche dalla relazione
Numerosi studi mostrano come il contatto con un animale possa contribuire a ridurre lo
stress, sostenere l’umore e migliorare la partecipazione alla terapia, soprattutto in
bambini, anziani e persone fragili.
Un cane che appoggia il muso sul letto o un gatto che si lascia accarezzare con pazienza
diventano mediatori di emozioni che a volte è difficile esprimere a parole.
Questo incontro funziona davvero solo se alla base esiste una solida preparazione
sanitaria e comportamentale. Per questo ci piace dire che gli Interventi Assistiti con gli
Animali iniziano dalla salute: quella dei pazienti e quella degli animali che li
accompagnano.
Quando rivolgersi al veterinario per un progetto di IAA
Se pensi che il tuo cane o il tuo gatto possano avere le caratteristiche per partecipare a
progetti di Interventi Assistiti con gli Animali, il primo passo è una valutazione veterinaria
accurata.
Il medico veterinario esperto in IAA valuta lo stato di salute e il profilo comportamentale
dell’animale e, se idoneo, ti guida lungo il percorso formativo necessario per entrare a far
parte di un’équipe.
Allo stesso modo, strutture sanitarie, scuole o associazioni che desiderano attivare
progetti con gli animali devono affidarsi a team qualificati che rispettino le linee guida
nazionali sugli IAA. Solo così la relazione di aiuto tra persone e animali può diventare
davvero una forma di cura responsabile, sicura e rispettosa.
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