Pubblicato: 17/07/2026
Novità
Proteggere il cane dalle punture dei pappataci è una delle misure più efficaci per ridurre il rischio di leishmaniosi. I repellenti giusti non azzerano il rischio, ma possono ridurlo in modo significativo, raggiungendo un’efficacia preventiva compresa tra l’84% e il 96%, a seconda degli studi e dei prodotti utilizzati.
Perché la prevenzione è fondamentale
La leishmaniosi è una malattia trasmessa da vettori e il cane rappresenta il principale serbatoio dell’infezione nelle aree endemiche. Proteggere il proprio animale significa quindi tutelare anche la famiglia e contribuire al controllo della malattia nella comunità. La prevenzione non dovrebbe mai essere affidata al caso o a “rimedi naturali” non testati, perché un prodotto inefficace lascia il cane esposto al rischio di infezione e non garantisce una protezione affidabile. Questo è particolarmente importante anche in un’ottica di sanità pubblica, poiché la leishmaniosi è una zoonosi rilevante che può colpire in forma grave anche l’uomo.
I principi attivi più efficaci
I repellenti con le evidenze scientifiche più solide sono quelli a base di piretroidi, in particolare permetrina e deltametrina. I prodotti a base di olio di neem possono essere interessanti, ma presentano un limite importante: spesso non sono supportati da studi clinici robusti e standardizzati, per cui efficacia e durata della protezione non sono sempre prevedibili.
I diversi tipi di repellenti
Ma come si utilizzano i repellenti? Sul mercato sono disponibili diverse formulazioni. Vediamole una per una.
Spot-on (pipette)
Gli spot-on sono molto pratici perché spesso associano l’azione repellente a quella antiparassitaria contro pulci e zecche.È però fondamentale leggere attentamente il foglietto illustrativo, perché in alcuni prodotti (come, ad esempio, Advantix) la durata della repellenza contro i flebotomi è inferiore rispetto a quella dell’effetto antipulci. Non bisogna quindi dare per scontato che una copertura mensile contro pulci e zecche corrisponda anche a una protezione mensile dalla leishmaniosi.
In pratica, durante il periodo di attività dei flebotomi (dalla primavera all’autunno) questi prodotti possono richiedere applicazioni più frequenti.
Per quanto riguarda pulci e zecche, le isossazoline rimangono generalmente più efficaci degli spot-on tradizionali e, inoltre, questi ultimi sono sconsigliati nelle famiglie in cui vivono gatti e/o bambini molto piccoli.
Collari
I collari a base di piretroidi rappresentano un’ottima soluzione repellente, perché garantiscono una protezione prolungata e sono molto pratici da gestire. Le linee guida riportano, per i collari alla deltametrina, una durata della protezione di diversi mesi, con un’elevata efficacia nel ridurre le punture dei flebotomi.
Sul fronte del controllo di pulci e zecche, invece, la loro efficacia è generalmente inferiore a quella delle isossazoline, che restano il riferimento quando l’obiettivo principale è combattere questi parassiti.
L’associazione isossazolina + collare repellente rappresenta spesso la strategia che offre la protezione più completa e ad ampio spettro.
Un’ultima raccomandazione: i collari repellenti resistono all’acqua, ma possono perdere efficacia in caso di contatto con shampoo o sapone. È quindi consigliabile rimuoverli prima del bagno e rimetterli subito dopo.
Spray
Gli spray possono rappresentare un utile rinforzo, soprattutto prima delle uscite nelle ore più a rischio, cioè al tramonto e nelle prime ore del mattino, quando i flebotomi sono maggiormente attivi.
Come protezione continuativa, però, risultano generalmente meno pratici e meno affidabili rispetto a spot-on e collari.
Attenzione ai gatti
Questo è un punto che merita particolare attenzione: i piretroidi sono estremamente tossici per il gatto. Un gatto non deve mai entrare in contatto diretto con un prodotto per cani contenente permetrina, deltametrina o altri piretroidi (in particolare gli spot-on), perché può sviluppare una grave intossicazione caratterizzata da tremori, convulsioni e altri sintomi neurologici.
Le precauzioni fondamentali sono semplici:
-non utilizzare mai un prodotto destinato al cane sul gatto;
- tenere separati cane e gatto dopo l’applicazione dello spot-on, finché il prodotto non sia completamente asciutto;
-evitare che il gatto venga a contatto con il cane appena trattato;
-lavarsi sempre accuratamente le mani dopo l’applicazione.
Da questo punto di vista, i collari risultano generalmente più sicuri: è improbabile che un gatto si intossichi in seguito a un contatto occasionale con il collare del cane, poiché il principio attivo viene rilasciato lentamente e in quantità limitate. Il collare rimane comunque pericoloso se il gatto lo indossa, lo mastica o lo lecca.
Un messaggio importante
La prevenzione della leishmaniosi deve basarsi su prodotti testati e supportati da evidenze scientifiche, non su soluzioni “naturali” presentate come innocue ma prive di una reale dimostrazione di efficacia.
Se la protezione non funziona, il cane resta esposto alla puntura del flebotomo e quindi al rischio di infezione, con possibili conseguenze anche per la salute pubblica.
Noi della clinica MyLoVet crediamo che la profilassi debba essere “cucita su misura” per ogni singolo cane, tenendo conto delle sue caratteristiche, del suo stile di vita e del livello di esposizione al rischio.
Se hai dubbi su quale sia la strategia più adatta per il tuo amico a quattro zampe, non esitare a contattarci.
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