Pubblicato: 18/08/2026
Novità
In poche ore, con l’acqua molto calda, il livello di ossigeno può scendere sotto la soglia di sicurezza per le tue koi. Un laghetto con le carpe koi (Cyprinus rubrofuscus) può sembrare un ecosistema capace di regolarsi da solo: acqua, pesci colorati, qualche pianta. In realtà, si tratta di un equilibrio delicato e, in piena estate, viene messo sotto pressione più di quanto si immagini.
Il problema non è soltanto la temperatura, ma soprattutto l’effetto che il caldo ha sull’ossigeno disciolto nell’acqua, proprio nel momento in cui le koi ne hanno maggiore bisogno.
Un doppio effetto che si somma nelle ore sbagliate
Con il caldo, il metabolismo delle koi accelera e il loro fabbisogno di ossigeno aumenta. Allo stesso tempo, però, l’acqua calda trattiene meno ossigeno disciolto rispetto a quella fresca: proprio quando i pesci ne richiedono di più, il laghetto è in grado di fornirne meno. La situazione può peggiorare ulteriormente durante la notte. Le piante acquatiche e le alghe, che di giorno producono ossigeno attraverso la fotosintesi, al buio smettono di produrlo e continuano invece a consumarlo attraverso la respirazione, proprio come i pesci. Per questo le prime ore del mattino, poco prima dell’alba, sono spesso il momento più critico della giornata.
Le alghe non sono solo un problema estetico
Una fioritura algale abbondante, frequente nei mesi più caldi, non compromette soltanto l’aspetto del laghetto. Durante la notte le alghe consumano ossigeno e, quando muoiono in grandi quantità, la loro decomposizione ne richiede ancora di più. Un laghetto con acqua verde e molto torbida in agosto può quindi trovarsi già in una situazione di scarso equilibrio, anche se durante il giorno i pesci sembrano ancora attivi.
Riconoscere i segnali prima che diventino un’emergenza
Le koi in difficoltà respiratoria non mostrano sempre segnali immediatamente evidenti. Alcuni comportamenti, però, meritano attenzione e vanno osservati con regolarità:
Accorgimenti pratici che fanno davvero la differenza
Alcune semplici misure possono ridurre concretamente il rischio. Aeratori, fontane o cascate aiutano a movimentare la superficie e favoriscono gli scambi gassosi. Creare zone d’ombra con piante o teli può limitare il riscaldamento eccessivo dell’acqua nelle ore più calde. È inoltre importante evitare la sovralimentazione: il cibo non consumato si decompone, peggiora la qualità dell’acqua e contribuisce al consumo di ossigeno. Nelle settimane più calde dell’anno è utile anche controllare periodicamente i parametri dell’acqua, in particolare temperatura e ossigeno disciolto, senza aspettare che siano i pesci a mostrare i primi segnali di difficoltà.
Un laghetto sano si controlla, non si osserva soltanto
La corretta gestione di un laghetto da giardino richiede competenze specifiche sulla fisiologia delle koi e sull’equilibrio dell’ambiente acquatico.
Il dott. Marco Berto segue questi casi all’interno del reparto di medicina degli animali esotici di MyLoVet, dove la valutazione dei parametri ambientali è parte integrante della cura del pesce, non un dettaglio accessorio.
Un laghetto ben gestito in estate, infatti, non è semplicemente quello che “sembra” a posto, ma quello in cui i parametri vengono controllati prima che un problema diventi visibile.
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